In ogni rapporto umano, la cosa più importante è parlare.
Ma le persone non lo fanno più: non sanno più sedersi per raccontare e ascoltare gli altri.
Si va a teatro, al cinema, si guarda la televisione, si ascolta la radio, si leggono libri, ma non si conversa quasi mai.
Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo tornare al tempo in cui i guerrieri si riunivano intorno a un falò e raccontare le loro storie.
Paulo Coelho, lo Zhair
quando sono stanca, di solito non ho mai voglia di cucinare. al massimo posso mandare giù qualche schifezza precofezionata o tocciare i biscotti nella tisana (eh, lo so!!! ma il latte non lo posso bere!).
stasera, però, avevo proprio voglia.voglia di tagliare, spezzattare, affettare, aspettare, annusare, gustare. avevo comprato una pera, che ho tagliato a cubetti irregolari, e l’ho fatta cuocere lentamente in un pò di acqua di cottura. ho aggiunto qualche seme di finicchio e un mix di formaggi.
la mia pasta preferita. nell’aria solo lei, nel mio giradischi. il fruscio tipico che ti fa pensare a tempi lontani. il resto lo ha fatto un goccio d’olio e un buon bicchiere di vino.
la cena mi ha catapultata a casa, ne ho sentito l’odore e la brezza che nelle sere d’estate ti accompagna sempre nelle colline toscane.
formaggio&pere è un piatto sublime …. bon appétit!!
22 marzo 2013 Oggi è la 20° Giornata Mondiale dell’Acqua e considerato che il 2013 è l’anno internazionale della cooperazione idrica, forse potremmo fare qualcosa. Oggi almeno quando vi lavate i denti, chiudetelo sto cazzo di rubinetto!
Sicuramente molti di noi non sono interessati alle sorte dell’acqua nel mondo. Non ce ne frega se gran parte della popolazione mondiale non ha acqua a sufficienza per sopravviverre (968 milioni di persone sono prive di accesso a fonti di acqua pulita; secondo i dati del rapporto 2002 delle Nazioni Unite sullo sviluppo mondiale, il 33% della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile).
Ma se vi dico che anche in Europa, e in Italia siam messi male, cominciate a sentire il campanello d’allarme??
“Limitandoci al Mediterraneo, uno studio del Noaa (National oceanic and atmospheric administration) pubblicato dal Journal of Climate, conferma che piogge e nevicate invernali sono radicalmente ridotte ormai da 20 anni e che i gas serra ne sono i maggiori responsabili. L’Ispra conferma che fenomeni di vulnerabilità del suolo fino alla desertificazione interesseranno regioni italiane come Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata e Sardegna, ma anche Piemonte, Liguria, Toscana e Abruzzo. Il Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) nel 2011 affermava, riferendosi alla Toscana, che «due eventi estremi condizionano ormai da anni il nostro territorio: fenomeni piovosi con vere e proprie bombe d’acqua improvvise e su aree ristrette e il rischio siccità che ricorre periodicamente condizionando la ricarica delle falde, delle sorgenti, dei laghi e dei corsi di acqua.”
“L’acqua è essenziale per tutti noi, non solo per le nostre doccie , le macchine e i giardini ma è straordinariamente importante per lo sviluppo sostenibile, la salvaguardia dell’ambiente e l’eliminazione della povertà e della fame nel mondo. ”E’ indispensabile per la salute ed il benessere degli uomini e riveste una importanza cruciale per la realizzazione degli obiettivi del Millennio», che - ricordiamo - prevedono di ridurre della metà, entro il 2015 e rispetto al 1990, la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all’acqua potabile e agli impianti igienici di base.
mi sono sempre piaciuti i nodi, li ho sempre visti in casa, nelle macchine, in giardino.. perfino nella casa di campagna. Grandi, piccoli, scorsoi… Che nomi buffi, la gassa d’amante era il mio preferito. Mio padre cercava sempre di insegnarci a riconoscere i diversi tipi di nodi e si impegnava per farceli fare. Anche lui li aveva imparati da suo padre, che era uomo di mare.Per farci vedere come ottenere un nodo “coi fiocchi” rubava i gomitoli di lana di mamma o si sfilava la cravatta e poi li annodava con leggerezza e maestria. Dopo li scioglieva e ci metteva in mano i fili dicendo “e ora tocca a voi”. Io e mia sorella eravamo capaci solo di annodare i fili tra loro e intorno ai nostri corpi, ma mai di creare un nodo.
Quando sono cresciuta ho capito che i nodi sono importanti, vitali. Sono una metafora per descrivere l’amore. Se ci pensi il nodo, come l’amore, è difficile da realizzare: se non stringi abbastanza non tiene e si scioglie. Se stringi troppo ti opprime e ti soffoca. All’apparenza sembra indissolubile, ma se tiri, basta un gesto netto, si può allentare o sciogliere.
Ma se fatto bene, può può essere “il collante” che tiene insieme i due fili per sempre.
Gli obiettivi devono essere ambiziosi e raggiungibili per chi li deve raggiungere. Solo gli obiettivi ambiziosi mettono in moto le nostre migliori risorse. Non esiste una regola generale per creare il giusto rapporto tra ambizione e raggiungibilita’. L’unica cosa che un buon allenatore per capirlo può fare e’ “assaggiare”, come fa la nonna per la preparazione dei suoi piatti migliori. La conoscenza specifica del nostro lavoro, la nostra cultura e i nostri valori ci aiuteranno a verificarlo.